Espositore Vita System

May 25, 2009

Vita System è l’unico sistema che presenta oltre 50 estrusioni diverse con larghezze e forme illimitate: più di quattro volte il numero di larghezze offerto da qualsiasi altro sistema curvo attualmente disponibile.

La vasta gamma di misure e forme consente al cliente di attenersi ad un solo sistema per tutto il progetto e di trovare delle soluzioni per qualsiasi tipo di segnaletica richiesta. L’estrema flessibilità e versatilità del sistema permettono l’applicazione dello stesso nei più svariati settori: stampa digitale, incisoria, prevenzione e sicurezza, arredo, insegnistica, serigrafia, ecc.

Vista System International, azienda in rapida crescita è leader mondiale nell’ambito del Sistema di Profili Modulari Curvi (MCFT) con centro di distribuzione esclusiva per l’Italia a Novellara (RE), ha lanciato un nuovo prodotto da aggiungere alla sua già vasta gamma di prodotti di segnaletica: un totem bifacciale con piedistallo per una migliore visibilità e maggiori possibilità di design.

Il piedistallo è un mini totem bifacciale posizionato nella parte inferiore e ha dimensioni proporzionalmente più piccole per creare un look prestigioso e accattivante. La grafica può essere inserita separatamente in entrambi i lati del piedistallo e la stessa segnaletica può creare un unico effetto di design. La nuova segnaletica è ideale per show rooms, ingressi, display e aggiornamenti di grafica su totem già esistenti. Il totem bifacciale con piedistallo può essere ordinato sia come un totem autoportante che come un totem da fissare a pavimento, a seconda delle tue esigenze.

Mydrin rafforza la presenza nel mercato del flexible packaging rilevando da Bostik parte delle attività del marchio Herberts®

November 12, 2008

Con la recente acquisizione del marchio tedesco Herberts®, il Gruppo Bostik, insieme a Mydrin, la sua filiale in Italia, consolidano la gamma di prodotti adesivi per il settore del Flexible Packaging e ampliano la propria presenza nel mercato locale ed internazionale.

Mydrin, la filiale italiana di Bostik, ha recentemente rilevato da Bostik GMBH parte delle attività del marchio Herberts®, società leader nella produzione e distribuzione di adesivi. Questa operazione ha consentito a Mydrin di potenziare ulteriormente in Italia la già ampia offerta di prodotti adesivi e sigillanti dedicati al mondo del Flexible Packaging e di espandere la sua attività su un numero maggiore di paesi esteri.

Società tedesca che produce e commercializza vernici e lacche destinate a diversi settori industriali – leader di settore nel panorama europeo – fino a qualche anno fa Herberts® era conosciuta in Italia per la diffusione di vernici per il settore automobilistico (il Gruppo riforniva ad esempio Fiat e Opel); nel 1999 la società è entrata anche nel mercato del flexible packaging diventando col tempo un punto di riferimento di eccellenza per i converter del settore alimentare.

Oggi Mydrin è l’unica società autorizzata a proporre gli adesivi Herberts® in Italia.

Con Herberts® Mydrin integra l’attuale offerta in ambito flexible packaging (adesivi poliuretanici, base solvente, solvent-less, base acqua) con nuove soluzioni dedicate ai converter del settore alimentare e non (vernici brillanti e opache, primer, vernici termosaldanti e UV).

Non va sottovalutato, infine, un aspetto sempre più pregnante riferito al settore del Flexibile packaging: tutti i prodotti Herberts® rispettano le normative europee ed italiane per la sicurezza degli alimenti.

QUESTIONE DI TECNOLOGIA

November 12, 2008

Packaging
I sistemi di stampa digitale più adatti a inserirsi nei processi di produzione dell’imballaggio sono quelli con tecnologia laser a toner oppure con tecnologia inkjet: entrambi produttivi, veloci e flessibili, facili da utilizzare e con costi relativamente contenuti si rivelano ideali per la produzione di piccole e medie tirature di packaging personalizzati ove la stampa flexo post-print risulta antieconomica con tempi produttivi troppo lunghi. Il digitale si dimostra efficace anche per produrre espositori e display per il punto vendita. La stampa digitale a dati variabili permette di effettuare la stampa contemporanea in più lingue, di personalizzare ogni singola confezione e di passare velocemente da un lavoro di stampa ad un altro, con la elevata flessibilità richiesta oggi dai rapidi mutamenti di mercato e senza necessità di interrompere il processo produttivo per interventi offline. Proseguendo nel flusso produttivo del packaging, la tecnologia digitale si inserisce anche nella fase di taglio: i plotter piani da taglio offrono performance ad alta precisione, versatilità nei formati e nei supporti. Pochi i costruttori di motori di stampa digitale rivolti al packaging, tra le più utilizzate le stampanti HP Indigo, in grado di stampare dai film più sottili al cartone spesso, e i sistemi a bobina di Xeikon, Xerox ha appena lanciato una soluzione per il packaging farmaceutico, mentre tra i costruttori di plotter in questo ambito si mettono in evidenza Mimaki, Durst e HP Scitex.

Etichette
Per la stampa in digitale delle etichette, la tecnologia principalmente utilizzata finora è stata quella elettrostatica mediante toner liquidi o in polvere. Affiancandosi alle macchine convenzionali, i sistemi digitali vengono dedicati alle commesse in piccole tirature e in tempi brevi. In questo senso si viene a creare una sorta di ‘label on-demand’ per un florido mercato parallelo che interessa vari comparti merceologici, dai vini pregiati ai cosmetici, ai componenti elettronici, agli oggetti d’artigianato, ai CD/DVD in edizioni limitate e così via. Nel corso del 2007 e del 2008, anche nella produzione di etichette è stata introdotta la tecnologia di stampa digitale inkjet. Prototipi di macchine inkjet sono stati presentati a Labelexpo Europe 2007 e a LabelExpo America 2008: si tratta di soluzioni che utilizzano le testine piezoelettriche con sistema Drop on Demand e speciali inchiostri UV. La larghezza nastro è limitata mediamente a 15 centimetri e può raggiungere in alcuni modelli i 32 cm. La velocità di stampa non supera i 30 m/minuto ed è pertanto difficile inserire queste unità in linea con gruppi stampa convenzionali offset o flexo. Il minor costo d’investimento e degli inchiostri rispetto alle soluzioni elettrostatiche con toner può comunque aprire prospettive di successo anche per questo sistema. In questo comparto, le stampanti più utilizzate sono HP Indigo e Xeikon.

ETICHETTE IN DIGITALE

November 12, 2008

Più che il packaging, sono le etichette a parlare oggi il linguaggio del digitale. Abbiamo già detto che nel mercato dei beni di consumo, all’etichetta vengono assegnate diverse funzioni: deve rendere identificabile il prodotto, promuoverlo e trasmettere sensazioni outstanding legate al contenuto e al brand, oltre che informare e garantire la protezione da frodi e falsificazioni. Pertanto, gli etichettifici si trovano impegnati in una gara continua per produrre etichette con caratteristiche estetiche e funzionali di alto livello, ottenute con l’uso di tecniche di stampa e finitura molto sofisticate: ai processi convenzionali, flessografia, rotocalco, offset, serigrafia, si accompagnano sempre più spesso operazioni di nobilitazione basate su effetti olografici, inchiostri perlacei o iridescenti, e applicazioni di RFID e microelementi antitaccheggio. Del resto, per rispondere a tutte le richieste grafiche del mercato, gli stampatori di etichette devono dotarsi di tutte le tecnologie di stampa disponibili, sfruttando di ognuna tutte le peculiarità. La stampa digitale si sta inserendo da protagonista anche nel fiorente mercato delle etichette. I vantaggi di questa tecnologia riguardano, dal punto di vista prettamente operativo, i tempi brevi di lavorazione abbinati a una elevata qualità grafica e a costi molto vantaggiosi per stampatori e clienti. Si aggiunga un’altra caratteristica del digitale apprezzata anche dagli stampatori di etichette, la semplificata modalità di utilizzo dei sistemi e l’assenza di tempi di avviamento e tempi morti. Dal punto di vista del prodotto, la stampa digitale spalanca le porte alla differenziazione a alla personalizzazione delle etichette, garantendo al contempo la qualità e la riproducibilità costante delle immagini e dei colori.

DIGIPACK SI’ O DIGIPACK NO?

November 12, 2008

Laddove l’imballaggio si sta trasformando in un primario strumento di comunicazione a tutti gli effetti, in quanto capace di creare un legame multisensoriale tra il prodotto e chi lo acquista, quello che va delineandosi alle sue spalle è il profilo di una realtà tecnologica in pieno fermento. Nel segmento specifico del packaging, la produzione di contenitori anonimi sta progressivamente perdendo di importanza, mentre cresce la domanda di scatole e astucci di carattere, stampati, decorati e personalizzati, per rispondere alle esigenze di un mercato che affida all’imballo una funzione essenziale nel promuovere il contenuto.
La stampa del packaging in cartone continua, naturalmente, ad avvalersi di tutti i processi tradizionali, quali offset, flessografia, rotocalco, serigrafia, tampografia, impressione a caldo, ulteriormente potenziati dall’integrazione di soluzioni innovative, quali i gruppi di verniciatura in linea nelle offset a foglio o le configurazioni ibride nelle rotative a banda stretta. Da qualche tempo a questa parte vi è poi un terzo filone tecnologico che va lentamente ma progressivamente affermandosi: nella produzione di confezioni, scatole e astucci si sta via via diffondendo l’utilizzo della tecnologia digitale. Il processo digitale si dimostra infatti in grado di fornire una risposta efficace e diversificata alle attuali esigenze del settore. Come l’industria delle arti grafiche in generale, anche il comparto dell’imballaggio si orienta sempre di più in direzione della flessibilità operativa, in termini di basse tirature e personalizzazione dei prodotti stampati: la capacità di produrre pochi pezzi, diversificandoli, con tempistiche ridotte ai minimi termini può davvero fare la differenza operativa e produttiva. Così come la capacità, tutta digitale, di gestire i dati variabili con cui personalizzare ogni singolo pezzo. Il settore del packaging avanza, poi, pretese in termini di rapidità, flessibilità e costi quasi zero degli impianti di produzione. Non deve dunque stupire che l’adozione della stampa digitale per la produzione di confezioni proceda, ma è importante sottolineare che la tecnologia di ultima generazione non mira a sostituire i tradizionali sistemi di stampa, quanto piuttosto ad affiancarli e integrarli, supportandoli nell’individuazione di aree di business inesplorate. Infatti questo tipo di stampa è adatta per produrre piccoli lotti di prodotti recanti informazioni speciali, campioni di prova e altre destinazioni

Il digitale nel mirino di packaging ed etichette

November 12, 2008

Il mercato dei beni di consumo, alimentari e non food, assegna oggi a packaging ed etichetta funzioni, che si spingono ben oltre a quella primaria di elemento identificativo, sempre più vicine al mondo del marketing e della comunicazione. Seguendo le linee di mercato, anche la stampa digitale si sta indirizzando a tali applicazioni e i benefici di questa tecnologia nel settore si scoprono sempre più interessanti.

Nel marketing del Terzo millennio, packaging ed etichette acquistano di conseguenza una funzione predominante: seconda e terza pelle del prodotto, sono loro a comunicarlo in primis, a promuoverlo tra mille altri articoli e a trasmettere le relative informazioni agli acquirenti. Nel circolo virtuoso della logica commerciale, i due segmenti di nostro interesse arrivano pertanto da soli a esercitare un grande potere di persuasione, e non soltanto quando si tratta di cosmetici e profumi, articoli da regalo e oggettistica, alimentari e bibite: anche in ambito farmaceutico, ad esempio, lo sforzo dei produttori procede in direzione di sviluppare anche per farmaci e medicine astucci sicuri, prima di tutto, e dotati al contempo di look piacevoli alla vista ed esteticamente curati nel dettaglio. Il mercato dei beni di consumo, alimentari e non food, assegna oggi a packaging e etichette funzioni sempre più ampie, che si spingono ben oltre a quella primaria di elemento identificativo, per arrivare a rappresentare non soltanto la carta di identità del prodotto ma altresì uno strumento di protezione contro frodi, falsificazioni ed effrazioni. Da parte sua, l’acquirente attribuisce all’involucro un significato individuale, laddove materiali, colori, disegno grafico e simboli acquistano risvolti più collettivi e sociali. Dal ruolo di contenitore generico o anonima etichetta si è passati a un concetto che coinvolge la psicologia dell’acquirente: packaging ed etichette sono medium comunicativi che per svolgere bene le proprie funzioni devono essere in grado di coinvolgere e stimolare la sfera emozionale, elemento fondamentale per le determinare la scelta d’acquisto del consumatore.

QUESTIONE DI TECNOLOGIA

November 12, 2008

La stampa digitale inkjet ha vissuto, e continua tuttora a vivere, un forte sviluppo nel comparto del grande formato, potenziando strada facendo i processi di produzione e differenziando gli ambiti applicativi. Il sensibile aumento della velocità di scrittura con l’impiego della tecnologia Drop on Demand e di testine piezoelettriche multiple, nonché l’utilizzo di inchiostri con colori inalterabili nel tempo e di supporti a elevata resistenza meccanica hanno reso questo processo di stampa più interessante e competitivo rispetto ai processi tradizionali, quali offset, rotocalco e serigrafia, che pure hanno sviluppato negli ultimi anni nuove soluzioni per il mercato XXL. Non a caso, la stampa inkjet di grande formato sembra destinata a percorrere un trend molto favorevole: le previsioni del settore parlano di una crescita annua del 9% per le macchine e del 20% per i materiali fino al 2010. Cavalcando l’onda, i costruttori di stampanti digitali fanno oggi a gara nel proporre modelli sempre più efficienti. Crescono i formati, con larghezze che arrivano a superare anche i 5 metri sia per la stampa roll-to-roll che per quella flatbed, e sono in continuo aumento le velocità di scrittura, che si aggirano mediamente tra 15 e 45 mq/h (in base alla risoluzione e alla tipologia di supporto) con punte anche superiori ai 500 mq/h. La macchina più veloce presente nel mercato, lanciata in anteprima nell’ultima edizione di Drupa, raggiunge l’incredibile velocità di un metro quadro al secondo, vale a dire 6.000 mq/h. In generale, le macchine di ultima generazione, che utilizzano la tecnologia DOD con testine piezoelettriche a ugelli multipli, offrono la possibilità concreta di coprire grandi superfici in tempi molto brevi: aumentando il numero di testine si ottiene infatti un notevole incremento della velocità di scrittura. Tra i big player del wide formato troviamo HPScitex, Océ, Durst, Roland, Canon, Mimaki, Efi Vutek, Mutoh, HP, Epson, Kodak e altri.

GO FLATBED!

November 12, 2008

Una ulteriore rivoluzione sul fronte dei supporti per il grande formato si è verificata con l’introduzione dei sistemi di stampa flatbed o in piano: supportando pannelli di spessore elevato, fino a 9 cm, queste macchine di nuova concezione hanno consentito di ampliare notevolmente il campo dei materiali stampabili in inkjet. Oggi è dunque possibile stampare su laminati plastici poliaccoppiati, su lastre acriliche e di policarbonato, per grandi e grandissime pannellature per esterni, ma soprattutto su materiali alternativi, quali legno, sughero, vetro, specchi, metallo, ceramica, tela da pittore, pelli, tessuti. Proprio l’utilizzo della tecnologia inkjet su queste tipologie di materiali ha spalancato le porte della stampa digitale ad applicazioni davvero inedite: allestimenti di negozi e stand, ma anche interior design per l’arredo della casa, stampa su piastrelle e parquet, vetrofanie e decorazioni di mobili, realizzazioni nell’ambito della moda. Anche per queste applicazioni straordinarie, i sistemi di stampa digitale sfoggiano una grande semplicità e immediatezza di utilizzo: nella maggioranza dei casi, non è infatti necessario sottoporre ad alcun trattamento preventivo la superficie del supporto, quale che sia, per facilitare l’ancoraggio dell’inchiostro. Solo per alcune tipologie di pannelli è preferibile completare il processo con una verniciatura protettiva o con la plastificazione per migliorare la resistenza agli sfregamenti e ottenere, allo stesso tempo, un particolare effetto estetico di lucido o di satinatura superficiale.

VARIAZIONI SUL TEMA: I SUPPORTI

November 12, 2008

Laddove appare innegabile che a rendere la comunicazione outdoor particolarmente accattivante sia il mix creativo di dimensioni, immagini e materiali, la stampa digitale a getto di inchiostro non ha mancato di rivoluzionare anche il mondo dei supporti, introducendo una flessibilità prima sconosciuta nella scelta e nell’utilizzo dei materiali. Le caratteristiche dei supporti in uso nel formato wide e super wide variano a seconda dell’applicazione e sulla base della tipologia di inchiostri utilizzati. A questo proposito, la tecnologia inkjet consente di stampare su qualunque materiale quando a essere impiegati sono inchiostri speciali a solvente o per trattamento UV. Quando si sceglie invece di ricorrere a inchiostri a base acqua è allora necessario sottoporre i supporti cellulosici o plastici ad appositi trattamenti con primer compatibili con gli inchiostri stessi. Sul fronte della resistenza, sono oggi disponibili inchiostri di nuova formulazione, in grado di garantire una durata decennale alla luce e ad altri fattori atmosferici. Tornando ai supporti, trovano ampio utilizzo nel grande e grandissimo formato i film plastici in bobina. In particolare, per l’esposizione outdoor i più gettonati sono poliestere, polipropilene, teflon, PVC in vari spessori (da 75 a 300 micron), trasparenti o bianchi, opachi o lucidi, tutti materiali dotati di grande resistenza meccanica alle sollecitazioni prodotte in fase di assemblaggio come ai fattori metereologici cui sono soggetti nei lunghi periodi di permanenza in loco. Per quanto riguarda applicazioni speciali, quali la decorazione di autoveicoli e automezzi, si è soliti ricorrere a film autoadesivi speciali, che rispondono a particolari esigenze di plasticità per adattarsi a superfici curve e a strutture irregolari e che offrono, nel contempo, eccellenti proprietà meccaniche per resistere alle severe condizioni generate dal traffico e dalle operazioni di lavaggio degli automezzi.
1 Fonte: Euro Image

INKJET, CHIAVE DI VOLTA

November 12, 2008

Tanta strada è stata percorsa da quando offset, rotocalco e serigrafia si spartivano il mercato dei manifesti murali e delle pubblicità, mentre display luminosi di notevoli dimensioni venivano realizzati attraverso la gigantografia su pellicola fotografica a colori, una tecnica comunque poco praticata in quanto molto costosa. Non vi è dubbio, dunque, che la comunicazione visiva outdoor abbia da sempre suscitato interesse nel mondo della stampa, ma in passato i prodotti evidenziavano un limite in comune: una durata relativamente ridotta, dovuta alla scarsa resistenza alla luce di pigmenti e copulanti. È proprio in questo gap che dal momento della sua comparsa la stampa digitale a getto di inchiostro è andata rapidamente inserendosi, per arrivare a rivestire un ruolo da indiscussa protagonista della comunicazione ‘jumbo size’.
Attraverso plotter a bobina o sistemi di stampa a letto piano, gli stampatori inkjet possono dare massimo spazio alla fantasia per realizzare una grande varietà di prodotti stampati, quali insegne, maxi-banner, grandi poster per affissioni, immagini pubblicitarie per ricoprire pareti e interi edifici, pannelli decorativi per fiere e arredamento, tappezzerie, segnaletica stradale, pavimenti resilienti, imballi in cartone per oggetti di grosse dimensioni e così via.
Oltre a vantare nel presente il predominio nella comunicazione visiva e nella decorazione in grandi e grandissimi formati, la stampa digitale inkjet sembra destinata ad accrescere la propria presenza e il proprio successo in questo business, a scapito degli altri sistemi di stampa, rappresentando la risposta tuttora più efficace anche nei confronti dell’aumentata richiesta di brevi tirature con tempi di consegna sempre più ristretti. La chiave di volta verte sul progressivo miglioramento delle soluzioni idromeccaniche applicate alle testine di scrittura e sulla disponibilità di inchiostri innovativi formulati per questa tecnologia e di una gamma sempre più completa di supporti in grado di soddisfare le esigenze di più vasti campi applicativi.

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